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Creatività, cultura e sviluppo locale: il caso Puglia – Regione Puglia 2016

L’Associazione per l’Economia della Cultura ha effettuato uno studio dedicato al “Caso Puglia”, come esempio di valorizzazione culturale promossa tramite la “programmazione integrata territoriale”.

La Regione Puglia ha sperimentato, in netta controtendenza rispetto al resto del paese, un profondo mutamento dell’assetto giuridico, istituzionale, di indirizzo tecnico e scientifico sul piano culturale/ambientale, di programmazione e di attuazione di nuove e coerenti politiche di settore in forma moderna ed al passo con i tempi. Il più grande esperimento di economia della cultura del Mezzogiorno e forse d’Italia.

La regione ha avviato un processo di valorizzazione dei beni culturali e delle attività performative in una logica integrata di sistema locale, dove il patrimonio diffuso è la risorsa reale sulla quale impostare una gestione rigorosa ed efficace, sostenibile economicamente e finanziariamente, capace di indurre processi di sviluppo locale basati anche (ma non solo) sull’attrattività turistica di elevata qualità.

La mission della Regione Puglia è fondata su alcuni valori non negoziabili. In sintesi estrema essi sono:

  1. La riaffermazione dei principi di tutela, conservazione e valorizzazione dei beni e le attività culturali, del paesaggio e dell’ambiente;
  2. La riconsiderazione del patrimonio culturale e naturale come “bene comune” (art. 43 della Costituzione);
  3. Nel rispetto dei principi citati in precedenza, le politiche di valorizzazione richiedono un approccio unitario ed integrato del paesaggio e del patrimonio culturale/ambientale, materiale ed immateriale;
  4. Nel rispetto dei principi citati precedenza, è necessario assicurare una cooperazione leale e stabile tra enti locali, governo centrale, istituzioni pubbliche e soggetti privati;
  5. E’ ambito delle politiche culturali di valorizzazione non solo il patrimonio (heritage), ma anche tutte le forme culturali della contemporaneità, quelle che implichino una produzione (da parte di imprese e/o di lavoratori-artisti) ed un consumo finale od intermedio di individui, di famiglie, di imprese, di istituzioni. Tra queste si ricomprendono anche le attività “creative”, almeno di quelle che

hanno un legame indiscutibile con il settore culturale.

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